RETE MIGRANTI TORINO

Rete per il protagonismo dei migranti costituita a Torino da: Collettivo Gabelli - Sinistra Critica Torino - Torino Samba Band - Amnesty International Torino e Valle d'Aosta - Centro Sociale Gabrio / Sportello Il-Legale - Commissione Immigrazione PRC Torino - Gruppo donne native e Migranti Torino - Comitato di solidarietà con rifugiati e migranti - Associazione Mosaico/Azioni per i rifugiati - Circolo Internazionalista José Carlos Mariategui

Informazioni e contatti

Utente: remito
E-mail: retemigrantitorino@yahoogroups.com La Rete Migranti Torino si riunisce tutti i MERCOLEDI sera alle 20:30 presso FUORILUOGO, c.so Brescia 14

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giovedì, 01 ottobre 2009

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA IL 17 OTTOBRE

NO_AL_RAZZISMORETE MIGRANTI TORINO
aderisce alla manifestazione nazionale a Roma
del prossimo 17 ottobre

La prossima riunione del Comitato Promotore di Torino, in vista della manifestazione nazionale antirazzista del 17 ottobre 2009 si terrà Lunedì 5  ottobre  2009 alle ore 20.00 in Corso Vittorio Emanuele II n°23 Torino, presso Tempio Valdese Torino.



per inviare adesioni e richiere informazioni sui trasporti da torino:
per informazioni generali: http://www.17ottobreantirazzista.org


postato da: remito alle ore 13:20 | link | commenti
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mercoledì, 23 settembre 2009

SANATORIA 2009

Mercoledì 23 settembre 2009 - ore 21
Circolo Fuoriluogo c.so Brescia 14, Torino

SANATORIA
istruzioni per l'uso


incontro informativo sulla sanatoria per colf e badanti
prevista dalla legge n.102 del 3 agosto 2009

(sarà presente un legale competente in materia di immigrazione)


Rete Migranti Torino
postato da: remito alle ore 15:53 | link | commenti
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giovedì, 09 luglio 2009

Oltre 12mila firme contro il ddl sicurezza

Camilleri, Tabucchi, Maraini, Fo, Rame, Ovadia, Scaparro, Amelio, Wu Ming: Appello contro il ritorno delle leggi razziali in Europa

Alla cultura democratica europea e ai giornali che la esprimono

Le cose accadute in Italia hanno sempre avuto, nel bene e nel male, una straordinaria influenza sulla intera società europea, dal Rinascimento italiano al fascismo.
Non sempre sono state però conosciute in tempo.
In questo momento c’è una grande attenzione sui giornali europei per alcuni aspetti della crisi che sta investendo il nostro paese, riteniamo, però, un dovere di quanti viviamo in Italia richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica europea su altri aspetti rimasti oscuri. Si tratta di alcuni passaggi della politica e della legislazione italiana che, se non si riuscirà ad impedire, rischiano di sfigurare il volto dell’Europa e di far arretrare la causa dei diritti umani nel mondo intero.
Il governo Berlusconi, agitando il pretesto della sicurezza, ha imposto al Parlamento, di cui ha il pieno controllo, l’adozione di norme discriminatorie nei confronti degli immigrati, quali in Europa non si vedevano dai tempi delle leggi razziali.
È stato sostituito il soggetto passivo della discriminazione, non più gli ebrei bensì la popolazione degli immigrati irregolari, che conta centinaia di migliaia di persone; ma non sono stati cambiati gli istituti previsti dalle leggi razziali, come il divieto dei matrimoni misti.
Con tale divieto si impedisce, in ragione della nazionalità, l’esercizio di un diritto fondamentale quale è quello di contrarre matrimonio senza vincoli di etnia o di religione; diritto fondamentale che in tal modo viene sottratto non solo agli stranieri ma agli stessi italiani.
Con una norma ancora più lesiva della dignità e della stessa qualità umana, è stato inoltre introdotto il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati. Pertanto in forza di una tale decisione politica di una maggioranza transeunte, i figli generati dalle madri straniere irregolari diverranno per tutta la vita figli di nessuno, saranno sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato. Neanche il fascismo si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali introdotte da quel regime nel 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, né le costringevano all’aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato.
Non ci rivolgeremmo all’opinione pubblica europea se la gravità di queste misure non fosse tale da superare ogni confine nazionale e non richiedesse una reazione responsabile di tutte le persone che credono a una comune umanità. L’Europa non può ammettere che uno dei suoi Paesi fondatori regredisca a livelli primitivi di convivenza, contraddicendo le leggi internazionali e i principi garantisti e di civiltà giuridica su cui si basa la stessa costruzione politica europea.
È interesse e onore di tutti noi europei che ciò non accada.
La cultura democratica europea deve prendere coscienza della patologia che viene dall’Italia e mobilitarsi per impedire che possa dilagare in Europa.
A ciascuno la scelta delle forme opportune per manifestare e far valere la propria opposizione.

firma qui:

http://temi.repubblica.it/micromega-appello/?action=vediappello&idappello=391094
postato da: remito alle ore 16:19 | link | commenti
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Oltre 12mila firme contro il ddl sicurezza

Camilleri, Tabucchi, Maraini, Fo, Rame, Ovadia, Scaparro, Amelio, Wu Ming: Appello contro il ritorno delle leggi razziali in Europa

Alla cultura democratica europea e ai giornali che la esprimono

Le cose accadute in Italia hanno sempre avuto, nel bene e nel male, una straordinaria influenza sulla intera società europea, dal Rinascimento italiano al fascismo.
Non sempre sono state però conosciute in tempo.
In questo momento c’è una grande attenzione sui giornali europei per alcuni aspetti della crisi che sta investendo il nostro paese, riteniamo, però, un dovere di quanti viviamo in Italia richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica europea su altri aspetti rimasti oscuri. Si tratta di alcuni passaggi della politica e della legislazione italiana che, se non si riuscirà ad impedire, rischiano di sfigurare il volto dell’Europa e di far arretrare la causa dei diritti umani nel mondo intero.
Il governo Berlusconi, agitando il pretesto della sicurezza, ha imposto al Parlamento, di cui ha il pieno controllo, l’adozione di norme discriminatorie nei confronti degli immigrati, quali in Europa non si vedevano dai tempi delle leggi razziali.
È stato sostituito il soggetto passivo della discriminazione, non più gli ebrei bensì la popolazione degli immigrati irregolari, che conta centinaia di migliaia di persone; ma non sono stati cambiati gli istituti previsti dalle leggi razziali, come il divieto dei matrimoni misti.
Con tale divieto si impedisce, in ragione della nazionalità, l’esercizio di un diritto fondamentale quale è quello di contrarre matrimonio senza vincoli di etnia o di religione; diritto fondamentale che in tal modo viene sottratto non solo agli stranieri ma agli stessi italiani.
Con una norma ancora più lesiva della dignità e della stessa qualità umana, è stato inoltre introdotto il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati. Pertanto in forza di una tale decisione politica di una maggioranza transeunte, i figli generati dalle madri straniere irregolari diverranno per tutta la vita figli di nessuno, saranno sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato. Neanche il fascismo si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali introdotte da quel regime nel 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, né le costringevano all’aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato.
Non ci rivolgeremmo all’opinione pubblica europea se la gravità di queste misure non fosse tale da superare ogni confine nazionale e non richiedesse una reazione responsabile di tutte le persone che credono a una comune umanità. L’Europa non può ammettere che uno dei suoi Paesi fondatori regredisca a livelli primitivi di convivenza, contraddicendo le leggi internazionali e i principi garantisti e di civiltà giuridica su cui si basa la stessa costruzione politica europea.
È interesse e onore di tutti noi europei che ciò non accada.
La cultura democratica europea deve prendere coscienza della patologia che viene dall’Italia e mobilitarsi per impedire che possa dilagare in Europa.
A ciascuno la scelta delle forme opportune per manifestare e far valere la propria opposizione.

firma qui:

http://temi.repubblica.it/micromega-appello/?action=vediappello&idappello=391094
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categorie: pacchetto sicurezza

Oltre 12mila firme contro il ddl sicurezza

Camilleri, Tabucchi, Maraini, Fo, Rame, Ovadia, Scaparro, Amelio, Wu Ming: Appello contro il ritorno delle leggi razziali in Europa

leggi e firma qui:

http://temi.repubblica.it/micromega-online/camilleri-tabucchi-maraini-fo-rame-ovadia-scaparro-amelio-appello-contro-il-ritorno-delle-leggi-razziali-in-europa/

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categorie: pacchetto sicurezza
venerdì, 05 giugno 2009

20 GIUGNO - GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO

20 GIUGNO 2009
GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO

INIZIATIVE  E CAMPAGNE



Torino: convegno "Percorsi di accoglienza? I destini dei richiedenti asilo, dei rifugiati politici e dei titolari di protezione internazionale"


Sabato 20 giugno dalle ore 10.00 alle 18.00
Unione Culturale
Via Cesare Battisti, 4/b


In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato indetta dall'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, l'associazione Mosaico, in collaborazione con altre associazioni tra cui Amnesty International - Circ.ne Piemonte e Valle d'Aosta, organizza il convegno
 
"Percorsi di accoglienza? I destini dei richiedenti asilo, dei rifugiati politici e dei titolari di protezione internazionale"

Il programma della giornata sarà:

Mattina
- Il significato della Giornata Mondiale del Rifugiato;
- l'accesso ai diritti;
- il significato del "pacchetto sicurezza";
- chi sono il rifugiato e la rifugiata;
- un approccio etnopsicologico.

Pomeriggio
- I rifugiati a Torino e in Piemonte: qual è la situazione;
- il rifugiato: percorsi e legislazione;
- il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati a Torino e in Piemonte;
- l'esperienza del Rifugio Diffuso;
- progetto "Piemonte: non solo asilo";
- presentazione del progetto per rifugiati con disagio psichico.

Nella serata, a cura dell'Arci, sarà  proiettato il documentario "Come un uomo sulla terra", presso il Museo di Scienze Naturali (via Giolitti, 36).

All'esterno dell'Unione Culturale, per tutta la giornata, si terranno mostre, eventi artistici ed animazione.


Amnesty



mosaico






Per informazioni:

ai.torino@amnesty.it
Tel. 011/8170530

mosaicoar@gmail.com
Tel. 328.53.88.299




pdsPERMESSI DI SOGGIORNO IN NOME DI DIO
campagna a cura di Missionari Comboniani di Castel Volturno


leggi tutto...




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categorie: rifugiati
domenica, 31 maggio 2009

da che parte stare - milano 23 maggio 2009

adesivo

Rassegna stampa e fotografie della grande manifestazione di Milano (oltre 20000 persone) disponibli su:

http://www.dachepartestare.org/

Numerosa e visibile la partecipazione torinese (grazie!) di seguito una "selezione" di foto nostre.

La Rete Migranti invita tutti e tutte mercoledì 10 giugno alle ore 21 in cso Brescia per fare un punto sulla situazione e decidere insieme le prossime inizative.

RETE_1STRISCIONE_1REFUGEES_1GABELLI_1CASE_PLASTICALATINOS_1LATINOS_2MANTOVARAPPER_1
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mercoledì, 06 maggio 2009

23 maggio milano

23MAGGIO_A4




















































23maggio_A4.indd
scarica il volantino in pdf

http://www.dachepartestare.org
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categorie: pacchetto sicurezza
giovedì, 30 aprile 2009

BABEL

Pubblichiamo il numero zero del foglio di informazione e promozione della RETE, vi invitiamo a stamparlo in A3 fronte e retro e a distribuirlo a migranti e italiani.
Utilizzate i commenti per suggerimenti e segnalazioni.
BABEL_N.01BABEL_N.0BABEL N.0
SCARICA IL PDF
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lunedì, 20 aprile 2009

DA CHE PARTE STARE

Appello per una manifestazione nazionale


La crisi colpisce duro, la crisi colpisce tutti: donne e uomini, italiani e migranti. Eppure, per rispondere alla crisi, il governo produce e sancisce differenze. È razzismo istituzionale: la legge Bossi-Fini e il “pacchetto sicurezza” inseguono il sogno di una forza lavoro usa e getta, vogliono ridurre i migranti e le migranti alla perenne espellibilità. Tutti i lavoratori e le lavoratrici in cassa integrazione, sospesi dal lavoro e licenziati vedono ogni progetto di
vita frantumarsi di fronte ai loro occhi. Tra i lavoratori, i precari con contratti a termine e senza garanzie sono messi alla porta per primi. Tra i lavoratori, i migranti vivono una doppia precarietà, sanno che il permesso di soggiorno non sarà rinnovato, la clandestinità è una minaccia più vicina, l’espulsione una possibilità sempre presente. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.

Il razzismo istituzionale colpisce duro: il Governo Berlusconi, con la Lega Nord in prima fila e buona parte dei media, hanno dato il via ad una campagna di odio che si indirizza prevalentemente contro i “clandestini” ma criminalizza tutti i migranti giustificando il loro
sfruttamento. La proposta di un “contributo” per il rinnovo dei permessi – che si aggiunge al furto dei contributi previdenziali e pensionistici che non possono essere ritirati – mostra che il salario dei migranti è considerato risorsa sempre disponibile. Si tratta di denaro che, con quello di tutti i lavoratori, pagherà nuovi Centri di identificazione ed espulsione. E mentre il razzismo istituzionale si legittima sul corpo delle donne facendo strada a ronde e linciaggi popolari, la violenza continua nelle case, i tagli alla scuola e al welfare pretendono di rinchiudere tutte le donne tra le mura domestiche, riservando alle migranti solo un posto da “badanti”. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.

La crisi mostra spietatamente che lo sfruttamento non conosce differenze: tutti hanno mutui e affitti da pagare, l’incubo del giorno dopo. Il razzismo istituzionale impedisce però ai migranti di sperare persino nelle già povere “misure anticrisi”. Ammortizzatori sociali, piani edilizi, bonus bebè non li riguardano: devono solo pagare, e farlo in silenzio. L’abolizione del divieto di denunciare i migranti irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie è l’espressione più meschina di una strategia che vuole produrre una clandestinità politica oltre che legale. Impedire di certificare la nascita dei figli e delle figlie dei migranti senza documenti pone un’ipoteca sulle prossime generazioni. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.

Contro i colpi duri della crisi e del razzismo istituzionale, la risposta deve essere altrettanto forte. È ora di scegliere DA CHE PARTE STARE, e tutti e tutte siamo chiamati in causa. Le
organizzazioni autonome dei migranti, che in questi anni hanno tenuto alta la lotta contro la legge Bossi-Fini, le associazioni e i movimenti antirazzisti, i sindacati, tutti siamo tenuti a schierarci contro questa politica del razzismo. Fino a quando i migranti saranno esposti al ricatto, tutti saranno più ricattabili. È tempo di ritessere il filo della solidarietà, di avviare in ogni territorio una nuova grande azione concreta di lotta capace di opporsi a un attacco
alle condizioni di vita che colpisce prima di tutto i migranti, ma non solo i migranti.

È ORA DI STARE DALLA PARTE DEI MIGRANTI E DELLE MIGRANTI. Per questo, facciamo appello a tutti i lavoratori, le lavoratrici, gli studenti e le studentesse, le associazioni e i sindacati, affinché siano parte di questa lotta. Con questo appello inizia il percorso per una
mobilitazione che arrivi a una grande manifestazione nazionale entro il mese di maggio in una città del nord, dove più evidenti sono le caratteristiche dell’offensiva del razzismo istituzionale e più marcati gli effetti della crisi. Affinché gli effetti della legge Bossi-Fini non amplifichino quelli della crisi, NOI CHIEDIAMO:

- che i permessi di soggiorno siano congelati in caso di licenziamento, cassa integrazione, mobilità, sospensione dal lavoro;

- che i migranti, così come tutti quei lavoratori che non usufruiscono di ammortizzatori,  partecipino alla pari di ogni altro lavoratore a ogni misura di sostegno e vedano salvaguardati i contributi che hanno versato;

- che i migranti e tutti i lavoratori possano rinegoziare i loro mutui in caso di perdita del lavoro; il blocco degli sfratti per tutti i lavoratori e le lavoratrici nella stessa condizione, perché sappiamo che un migrante senza contratto di locazione è un lavoratore clandestino;

- il mantenimento del divieto di denuncia dei migranti senza documenti che si rivolgono alle strutture sanitarie e della possibilità di registrare la nascita dei loro figli;

- il blocco della costruzione di nuovi centri di identificazione ed espulsione, l’utilizzo dei fondi stanziati per iniziative a favore di tutti i lavoratori colpiti dalla crisi, la cancellazione di ogni norma che preveda l’allungamento dei tempi di detenzione, la chiusura dei CIE.

- la garanzia di accesso al diritto d’asilo e il blocco immediato dei respingimenti alla frontiera in attesa della promulgazione di una legge organica in materia.



Coordinamento immigrati Brescia
Coordinamento migranti Bologna e provincia
Rete migranti Torino
MayDay Milano
Impronte – Rete per la libertà di movimento Roma
ADL-COBAS Federato RDB/CUB Padova, Treviso, Rovigo
Rete 28 aprile
Associazione Città migrante – Reggio Emilia
Coordinamento migranti FIOM-CGIL – Parma
Coordinamento lavoratori immigrati CGIL – Reggio Emilia
Coordinamento immigrati CGIL – Brescia
Coordinamento migranti FIOM-CGIL - Bologna
Associazione diritti per tutti – Brescia
Sportello Illegale CSOA Gabrio – Torino
Razzismo Stop Padova e Venezia
Cittadinanza globale – Verona
Ya Basta! – Bologna
Coordinamento migranti Terza Italia – Senigallia
Coordinamento migranti basso mantovano
Sinistra critica - movimento per la sinistra anticapitalista
Laboratorio femminista Kebedech Seyoum
CSOA Casaloca – Milano
Coordinamento Nord sud del mondo
Associazione culturale "Carlo Giuliani" - San lazzaro - Ozzano (BO)
Comitato di solidarietà con profughi e migranti – Torino
Asociación Real Juvenil – Milano
Case di Plastica – Milano
Assocafé (Asociación Cultura Arte Fuerza al Exterior) – Milano
Associazione Antigone – Milano Città Aperta
Sinistra Critica – Milano
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